LEGENDA TERMINI BOLLETTINO VIGILANZA METEO
Pioggia

Si intende il cumulato di pioggia previsto sulle varie aree di allertamento espresso in mm. Ai fini della valutazione idraulica e idrogeologica viene indicato su ogni area di allertamento, o su di una porzione di territorio risultante dall'aggregazione di più aree quando questo risulta possibile:
Pioggia media sull'area di allertamento (mm)
Termine  Valore (mm)
Non significativo < 10
Significativo 10 - 50
Abbondante 50 - 100
Molto abbondante > 100

Pioggia massima puntuale sull'evento (mm)
Termine  Valore (mm)
Elevati 50 - 100
Molto elevati > 100

Intensità di pioggia puntuale (mm/1h)
Termine  Valore (mm)
Deboli < 5
Moderate 5 - 15
Forti 15 - 30
Molto forti > 30

Distribuzione nel tempo della pioggia
Termine  Descrizione
Intermittenti Per parte del periodo di allertamento
Persistenti Per tutto il periodo di allertamento

Temporali

Termine  Descrizione
Isolate/sparse Su una porzione dell'area di allertamento
Diffuse Su gran parte dell'area di allertamento

Un "temporale forte" è un fenomeno atmosferico accompagnato da uno o più dei seguenti fenomeni meteorologici:

Riguardo alla durata del fenomeno vengono definiti:
Per i contributi precipitativi dei temporali forti vale la seguente classificazione. Gli altri fenomeni associati ai temporali forti (grandinate di grosse dimensioni, elevato numero di fulminazioni, violenti colpi di vento e/o trombe d'aria) sono possibili per tutti i tipi di temporale forte (brevi, persistenti e molto persistenti) Distribuzione spaziale della pioggia
Termine  Intensità (mm/15min) Intensità (mm/1h) Intensità (mm/3h) Intensità (mm/6h)
Brevi > 20 > 40 50 - 100 -
Persistenti > 20 > 40 > 100 100 - 200
Molto persistenti > 20 > 40 > 100 > 200

Vento

Viene considerato in questo contesto la velocità massima istantanea del vento chiamata raffica (in km/h) in zone libere da ostacoli che possono modificare la velocità del vento; inoltre le eventuali raffiche legate all'attività temporalesca (che possono essere altrettanto violente) non vengono prese in considerazione in questo contesto ma rientrano nella categoria “temporali forti”.
A causa della marcata variabilità della velocità e della frequenza del vento in funzione dell'altitudine, della conformazione del luogo e della rugosità del terreno, dal punto di vista climatologico vi sono zone (tra cui la prima fascia costiera, le isole, le parti esposte delle zone collinari e i crinali appenninici) dove il vento soffia con maggior intensità e con maggior frequenza rispetto alle zone di pianura.
Inoltre, anche in una stessa zona omogenea dal punto di vista topografico (ad esempio la pianura) particolari effetti locali (sbocco delle valli, presenza di ostacoli, zone urbane con palazzi alti) possono provocare differenze sostanziali nella velocità locale delle raffiche.
Di conseguenza è opportuno identificare tre tipologie di zone ciascuna con soglie specifiche:

  Soglie per le raffiche (km/h)   Soglie per le raffiche (m/s)
Termine Sino a tese (non segnalate) Forti Molto forti Violente   Sino a tese (non segnalate) Forti Molto forti Violente
Pianura < 60 60 - 80 80 - 100 > 100   < 16.7 16.7 - 22.2 22.2 - 27.8 > 27.8
Isole e costa < 80 80 - 100 100 - 120 > 120   < 22.2 22.2 - 27.8 27.8 - 33.3 > 33.3
Crinali appenninici < 100 100 - 120 120 - 150 > 150   < 27.8 27.8 - 33.3 33.3 - 41.7 > 41.7

La previsione del vento viene effettuata su aree composte da una singola zona di allerta o da un aggregato di zone di allerta (macro-area) più o meno ampio a seconda della incertezza legata alle diverse configurazioni meteorologiche.

Mare

Si stimano in questo contesto le caratteristiche del moto ondoso al largo, ovvero dove non agisce l'influenza del fondale marino, sia che esso sia mare vivo (formato dal vento), sia che sia mare morto o swell (onde generate da forti venti lontani dalla zona di interesse). L'altezza del moto ondoso a costa dipende da vari fattori tra cui la profondità, il tipo di fondale e l'esposizione della costa, oltre che al periodo del moto ondoso (mare vivo o mare morto) e sebbene strettamente correlato all'altezza del moto ondoso al largo ne può differire anche in maniera sostanziale. Il parametro utilizzato per definire l'altezza del moto ondoso è l'altezza significativa dell'onda, un parametro statistico utilizzato internazionalmente che tiene conto dell'altezza media del terzo delle onde più alte e si avvicina a quanto percepito a occhio nudo. L'altezza significativa delle onde è quindi maggiore del valore medio dell'altezza delle onde ma sensibilmente inferiore all'altezza delle onde massime, che normalmente si attesta a 1,7 volte l'altezza significativa ma che può raggiungere anche il doppio.

  Soglie Moto Ondoso al largo
Termine Molto mosso Agitato Molto agitato Grosso
Altezza significativa delle onde (m) < 2.5 2.5 - 4.0 4.0 - 6.0 > 6.0

Neve

Viene definita tramite: quantità e quota.
Quantità: si intende l'accumulo medio al suolo.
Quota: si intende il range medio di quota a cui si prevede accumulo al suolo. Nella tabella si indica il presunto quantitativo alla quota più bassa (es: poco abbondante pianura). Nella descrizione testuale si descriveranno anche i quantitativi previsti alle quote superiori (es: a quote collinare) ed eventualmente il cumulato presunto della precipitazione nevosa (poco abbondante, abbondante, molto abbondante).

  Soglie Neve (cm) su superficie piana senza effetti del vento
Termine Non previste/ non significative Poco abbondanti Abbondanti Molto abbondanti
Pianura: 0-200 metri (quota) non prevista 0 - 2 2 - 10 > 10
Collina: 200-600 metri (quota) < 2 5 - 30 30 - 80 > 80
Montagna: 600-1000 metri (quota) < 5 5 - 30 30 - 80 > 80

Ghiaccio

Si stima in questo contesto la possibilità di formazione di ghiaccio sulle strade a seguito dello scioglimento della neve o di pioggia recentemente caduta. A questo scopo si considerano solo le zone
del territorio regionale al di sotto dei 600 metri (pianura e collina).

  Soglie Ghiaccio sulla strada
Termine Non previsto Locale Diffuso Diffuso e persistente